Andare in bici in sicurezza è possibile? Sì, seguendo questi tre modi!

da | Gen 8, 2023 | Consigli cicloturismo

  •  Crea dipendenza: pedalare stimola le endorfine, gli ormoni che ci fanno sentire meno la fatica e di più la felicità!
  • Ci mette fuori dalla comfort zone: è facile stare sul divano facendo zapping in tv. Ma è solo esponendoci all’ avventura e al rischio che scopriamo noi stessi ed il mondo che ci circonda;
  • Ci fa cambiare stile di vita: abbiamo poco spazio e poco peso da portarci dietro. La bici in un certo senso ci fa diventare minimalisti. More is less;
  • Ci fa viaggiare lentamente (e noi non siamo ancora abituati): rallentare i ritmi frenetici di vita all’ inizio può essere difficile, ci fa sentire disorientati. Pedalando la sensazione del tempo cambia e riusciamo a goderci il momento più prezioso che abbiamo, il presente;
  • Ci può lasciare a piedi: ebbene si, una normale foratura (se ci va bene) non ci fa proseguire. E’ qua che scatta il nostro ingegno e le nostre doti di “sopravvivenza” anche se non siamo dei veri e proprio meccanici. Mal che vada sarà sicuramente un’occasione per conoscere persone nuove.

Per quanto mi riguarda, sono proprio tutte queste cose, apparentemente spaventose, che mi hanno fatto avvicinare al fantastico mondo della bici.

Collage di dettagli della bici: forcella, freno, ruota.

Facciamo il punto della situazione

A parte questo inizio ironico per cominciare l’articolo in maniera soft, la questione è veramente grave. Leggiamo le news anche solo casualmente scrollando dal telefono e ormai capita spesso di trovare articoli di ciclisti morti a causa di un incidente stradale.
Come evitare questi incidenti? Ai posteri l’ardua sentenza.
Sicuramente è giusto prevenire attraverso svariati modi e facciamo qui insieme un po’ il punto di cosa potrebbe risolvere il problema:

  • la costruzione delle piste ciclabili quelle vere però, completamente protette dalla strada e non solo una misera striscia a bordo carreggiata. Peccato che il governo italiano abbia azzerato i fondi per le risorse per la ciclabilità con la legge di bilancio 2023. Sono poche le ciclabili mantenute bene e ben connesse tra loro. Ho rischiato parecchie volte di cadere imbattendomi in buche, radici affioranti, ciclabili interrotte improvvisamente. Difatti solo il 3,8% delle città italiane ha livelli di ciclabili decenti mentre oltre il 50% non hanno infrastrutture ciclabili sufficienti. Pensiamo ora a dei paradisi ciclabili come Amsterdam, per esempio. Come fa ad essere capitale della bicicletta? Tutto deriva da una protesta “Stop de Kindermood” fatta negli anni ’70 perché dopo la seconda guerra mondiale, con la ripresa economica, il numero di auto era aumentato e di conseguenza anche le morti delle persone, soprattutto dei bambini. C’è da dire che i gruppi di attivisti e le campagne sono attive tuttora e funzionano molto bene. Visto che siamo in tema, firmi la petizione?
  • la riduzione dei limiti di velocità nei centri urbani come prevede il piano Città 30Bologna sarà il primo capoluogo italiano ad avere il limiti dei 30km/h sulla maggior parte delle sue strade oltre il centro storico. Fresca fresca, segue a ruota Milano. In Spagna questo norma è già vigente anche se sono un po’ scettica sul fatto che questi limiti vengano effettivamente rispettati. Perché? Perchè spesso non ci sono controlli e siamo una società abituata alla velocità. Mi piacerebbe molto invece che questi limiti invece disincentivassero l’uso delle auto e far dire “faccio prima in bici che in macchina”.
  • la distanza minima di 1,5 metri da rispettare tra l’automobilista e il ciclista. In Italia Paola Gianotti si sta battendo per inserire questo tipo di cartelli per le strade e il deputato Berruto propone una legge a riguardo. Ricordo che quando ho fatto un po’ di sano cicloturismo a Tenerife notavo spesso enormi cartelli di avviso di rispettare la distanza.

Un pò di dati

Vuoi un ulteriore schiaffo in faccia? Ti invito a leggere il dossier “Non è un paese per bici” redatto da Fiab, Kyoto Club e Legambiente. Mi è rimasto impresso il fatto che l’Italia è il paese europeo con il più alto tasso di incidenti mortali in bicicletta per chilometro percorso. L’italiano medio percorre meno di 100 km in bici in un anno, ma si espone a un pericolo per la sua vita 5 volte superiore. La densità di automobili per abitante è in continua crescita da anni. Nonostante tutto ciò, le morti in strada devono finire, ora! Anche perché nel solo 2021 sono morti in bicicletta, secondo i dati ISTAT, 220 persone e 220 sono più di un morto ogni due giorni nel solo 2021. Nel 2019 furono 253 i morti in bicicletta, il 15,5% in più rispetto al 2018.

E’ una questione di cultura stradale?

Oltre a ripensare agli spazi urbani e a trovare una soluzione direttamente in strada come quanto menzionato prima, bisognerebbe andare oltre perchè questo non è sufficiente. A mio parere una buona fetta riguarda la cultura stradale. Fate attenzione a quanta gente guida distratta, soprattutto dal cellulare. In Germania per esempio si è cominciato ad usare telecamere per individuare chi guida con il telefonino. Non parlo solo di automobilisti ma anche dei ciclisti distratti dall’ uso di auricolari, telefono, dal gps. In primis sono stata peccatrice anche io.
La questione vediamola da ambedue i lati. E’ facile puntare il dito solamente contro i ciclisti come è successo a Milano. La via di puntare il dito è sempre la più facile. Io credo che dobbiamo guardare tutte le parti in maniera globale dato che tutti i componenti interagiscono tra di loro. Vediamo come terreno comune la strada che viene contesa tra vetture a motore e mezzi a spinta muscolare. Non mi voglio schierare solo da una parte perché molti di noi sono sia automobilisti che ciclisti. Chi poi è ciclista nella vita, quando guida normalmente ha una maggiore consapevolezza nei confronti dei suoi colleghi. Ma non possiamo però fare diventare tutti gli automobilisti dei ciclisti.

Quali sono quindi i modi per andare in bici in sicurezza?

1 – Fare manutenzione

  • Prima di tutto accertati che la tua bici risponda a tutti i requisiti di sicurezza e sia conforme alle leggi italiane. Qua avresti già superato la fase più critica.
  • Le biciclette necessitano veramente di una costante manutenzione: cambia il casco dopo un urto, cambia manubrio e attacchi ogni due anni, cambia i tacchetti dei pedali prima della totale usura, fai controllare il telaio ogni tanto, controlla gli pneumatici, lubrifica la catena (ma solo all’interno delle maglie), controlla la pressione delle gomme e la qualità delle luci.
  • Al termine di un viaggio o di un’uscita giornaliera, controlla e pulisci con cura la bici. Lo sporco può coprire difetti o problemi.
  • Controlla i freni, devono essere rapidi nella risposta. Ma prima di tutto, sai come si frena correttamente? Il freno anteriore interviene al 70-80% della frenata complessiva. Il freno posteriore ha meno efficacia e non è in grado di fermare la bici da solo. Quindi il ruolo prioritario è svolto dal freno anteriore. Solo in caso di fondo scivoloso o ghiacciato è consigliabile utilizzare solo il freno posteriore. Per una frenata sicura vanno quindi usati entrambi i freni.
  • Assicurati che le gomme siano gonfie. La pressione consigliata è indicata sul lato del copertone. Generalmente è bene impostare una pressione 0,5-1,0 atm più bassa rispetto a quella massima.
  • Verifica che tutti i faretti siano funzionanti. Prima di ogni uscita, controlla che le batterie siano cariche.
  • Controlla che tutte le viti e bulloni siano avvitati per bene.
  • Controlla che tutti i rapporti del cambio entrino senza problemi.
Collage di foto sulla manutenzione della bici come per esempio un cambio di copertone

2 – Fare uso degli accessori salvavita

  • Casco
    Il casco protegge una delle parti vitali del nostro corpo. La cosa fondamentale è controllare sempre che all’interno sia riportato il marchio relativo alla certificazione CE e la normativa di riferimento EN 1078 che garantisce che il casco sia stato progettato e testato per la protezione in caso di urto. Per farsi notare, è meglio scegliere un colore acceso o un casco che abbia inserti riflettenti sulla parte posteriore. Deve essere visibile! I caschi sono un pò come le scarpe, vanno provati e non calzano tutti allo stesso modo. Deve essere aderente ma non generare pressione. Se pedali anche d’inverno è utile che ci sia un piccolo margine in caso di un sottocasco. Se invece pedali più d’estate, scegline uno con una ventilazione efficace e fori di aerazione. In ultimo, leggerezza e comfort.
  • Fari anteriori e posteriori
    I fari meriterebbero un articolo a sé stante, ma riassumo qui le cose fondamentali. Cosa si deve guardare prima di acquistare i faretti? I lumen, ossia la potenza della luminosità di una luce flusso in tutte le direzioni. Generalmente dovrebbe essere compresa tra i 300 e gli 800. Per i faretti anteriori, la luce è bianca e preferibilmente tra i 200 e 800 lumen in modalità intermittente per essere meglio visti durante il giorno e in modalità fissa la notte. Se sei più da fuori strada dove molte volte non c’è illuminazione allora una luce da 1000 lumen può essere la soluzione migliore. Per i faretti posteriori, assolutamente intermittente con luce rossa.
    La lampadina LED è lo standard attuale proprio per la sua durata più lunga. Preferisci quelli a ricarica USB o meglio quelli dinamo che si attivano pedalando. Verifica sempre che siano impermeabili e che si possano inserire e togliere facilmente.
  • Dettagli riflettenti
    Sia sul casco che nei vestiti. L’ideale rimane comunque un gilet catarifrangente.

3 – Piccole accortezze in strada

  • Alla larga dalle auto parcheggiate. Sai vero che dopo la patente di guida nessuno guarda più gli specchietti mentre scende?
  • Non pedalare troppo a bordo strada perchè normalmente le auto tenderanno a stringere.
  • Quando sei con i tuoi compagni, rispetta sempre la distanza di sicurezza uno dall’altro. Ricordati di segnalare eventuali buche, macchine in arrivo e la direzione.
  • Non avere distrazioni e accertati di avere sempre le mani libere.
Collage di foto di piste ciclabili e itinerari su strada

Diciamo che andare in bici non è pericoloso, è pericoloso se siamo distratti, se non ci facciamo notare, se non rispettiamo le regole della strada. Non è solo colpa degli automobilisti o della mancanza di infrastrutture o delle infrastrutture fatte male, educhiamo noi stessi prima sia in vesti di ciclista che di automobilista. La bici è un potente strumento di cambiamento e di evoluzione come d’altronde lo è sempre stato fin dalla sua creazione. L’utilizzo della bici dovrebbe entrare nella nostra cultura per svariati motivi ma due per me fondamentali: fare bene al pianeta e alla nostra salute.

 Prima di trovare quale sia la soluzione ottimale, continuiamo con la rivoluzione della bicicletta perché più alto è il numero delle persone a piedi o in bicicletta, più basso sarà il numero di incidenti. Quando un automobilista vede più pedoni e ciclisti sulla strada impara ad anticipare i loro movimenti e a gestire meglio lo spazio stradale e gli incroci. E chissà a lasciare l’auto in garage per pedalare di più.

Sei d’accordo? E’ un argomento parecchio complesso e delicato ma se ti va, fammi sapere la tua nei commenti!

Scritto da Giulia

Scritto da Giulia

Content creator e viaggiatrice ma più precisamente cicloturista e camminatrice. Se non esploro sto male perchè l'arte del viaggio mi rende ogni volta una persona migliore. Il mondo è il mio più grande maestro. Rendo immortali questi attimi di libertà premendo rec sulla mia fotocamera e scrivendo su pezzi di carta che ora sono diventati virtuali.

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