Guida completa al cicloturismo e al bikepaking: come prepararti per il tuo prossimo viaggio in bici

da | Gen 25, 2024 | Consigli cicloturismo

Il cicloturismo è un’esperienza straordinaria che va ben oltre la semplice esplorazione di luoghi nascosti e paesaggi mozzafiato, fidati!

Viaggiando in bici posso dire di essere cresciuta molto, ho affrontato paure che mi limitavano molto e mi sono messa alla prova specialmente durante il viaggio in bikepacking a Tenerife e poi ciliegina sulla torta fino a Chicago. 

E’ una forma di viaggiare emozionante ma bisogna prestare attenzione ad alcune cose prima di partire per evitare di chiudere poi la bici in garage una volta terminata l’avventura.

Per questo, in questa guida, cercherò di darti tutti i consigli essenziali per prepararti al tuo primo (o anche secondo) viaggio in bici in autonomia, dalla scelta della bici al miglior setup per un’avventura emozionante.

Cominciamo distinguendo tra cicloturismo e bikepacking, due approcci simili ma diversi. Il cicloturismo classico (bike touring)  prevede l’uso di portapacchi e borse laterali, prediligendo percorsi su asfalto o strade bianche per nulla tecnici o su piste ciclabili. Purtroppo con questo set up, la bici è poco maneggevole, aerodinamica e molto più larga, bisogna fare attenzione alle misure. 

Il bikepacking invece utilizza borse leggere attaccate al telaio ed il focus è sulla ricerca di tracciati fuoristrada, in contesti naturali e più selvaggi, fuori dalle classiche rotte. Le borse sono meno capienti e questo significa anche meno peso e più aerodinamica. Per molti mesi in viaggio forse non è la soluzione adatta. 

Domande che devi porti prima di partire

Prima di partire per il tuo primo viaggio in bici, è cruciale affrontare alcune considerazioni fondamentali. Dalla scelta della bici al tipo di pedali, dalla sella al controllo della bici, tutto contribuisce a un’esperienza di cicloturismo di successo. Penso che il cicloturismo sia una forma di viaggiare rilassante ma allo stesso tempo abbastanza faticosa sia mentalmente che fisicamente e quindi è bene partire un minimo preparati. 

Scegliere la bici

Come ti dicevo, quando ho cominciato non avevo ancora una bici e ovviamente ne avevo presa una low budget non sapendo se questa sarebbe diventata una vera passione o semplicemente uno sfizio del momento. Se sei in questa situazione, ti consiglio di fare la stessa cosa. Qualsiasi bici tu abbia va bene, l’obiettivo appunto è quello di cominciare l’avventura.

Se invece pensi che il cicloturismo o il bikepacking siano le modalità di viaggio più adatte a te oppure sei già un pò esperto in materia, la bici va scelta con cura perchè sarà una sorta di investimento a lungo termine.  Sai quando ti dicono: “la bici che hai va bene, parti con quella”, beh dipende. Non sono del tutto d’accordo con questa frase. Certo se è il tuo primo viaggio si, ma se vuoi fare qualcosa di più “challenging” e hai le idee chiare allora è bene valutare un nuovo acquisto. 

La gravel è sicuramente una bici versatile che si adatta bene a qualsiasi tipo di viaggio. Basterà poi cambiare i copertoni o i rapporti in base al tipo di terreno e dislivello. Però più che trovare la bici all’ ultimo grido, super accessoriata etc, è bene fare un buon investimento sulla sella che è quella su cui staremo seduti a lungo.

In questo articolo non starò a discutere su acciaio, carbonio, alluminio e titanio però. Magari lo approfondirò in qualche altro articolo del blog!

Una volta ho commesso un errore. Ho portato una mia amica (non una ciclista abituale) a fare 80km con il tandem di suo papà. Totale disastro. La sella, non essendo abituata, è stato il suo più grande problema e quindi ha dovuto rinunciare il giorno dopo per dolori allucinanti. 

Che borse scelgo?

Avevo già scritto un articolo parlando un pò delle diverse borse che ci sono sul mercato. Ad oggi i brand sono anche aumentati e c’è molta più competizione. 

Le borse devono essere impermeabili, facili da montare e rimuovere dal portapacchi e comode da trasportare a mano. Se hai anche delle borse da telaio, ricordati che possono rovinarlo quindi proteggilo prima di partire. Qualunque set up decidi, ricordati di distribuire bene il carico. 

Nei miei viaggi ho visto anche l’utilizzo del carrello. Il carrello per esempio non rovina il telaio, la bici è piu maneggevole ma bisogna prendere un pò la mano con le misure e non è comodissimo sui terreni sconnessi. 

A proposito, ho fatto un video sul mio set up bici che ho usato per il Viaggissimo, potrebbe essere un buono spunto anche per te! Lasciami un commento raccontandomi il tuo set up!

Controllare bene la bici prima di partire

Partiamo dalla sella. Come dicevo prima, deve essere confortevole e adatta alle nostre misure.Per il mio ultimo viaggio ho scelto la sella SMP, un’azienda di Padova che ho conosciuto al Bam di Mantova. Prima di scegliere la sella mi hanno chiesto quale fossero le mie esigenze e mi hanno preso le misure.
Correlato alla sella c’è il posizionamento. Questo è stato per me un fattore chiave per la buona riuscita del viaggio di cinque mesi. Il posizionamento viene fatto da un biomeccanico. In poche parole, prende le tue misure e adatta la bici in base a queste. E’ come comprarsi un paio di scarpe, la misura deve essere perfetta! 

Il portapacchi, se si decide di averlo, deve essere robusto e  ben montato sul telaio. Io per il mio ultimo viaggio ho scelto il portapacchi di Bac Milano. Ricordati di controllare ogni tanto che le viti siano ben strette. Si mi è successo anche di perdere viti in giro senza accorgermene! 

Le luci anteriori e posteriori è importante averle anche se non si viaggia di notte ma è bene farsi notare nel traffico. Io uso questi di Decathlon con cui mi sono trovata bene. Soprattutto ricordati di portare via il cavo per ricaricarli!

Il casco è la parte fondamentale di un viaggio. Se lo usi da tanto o se ci hai già fatto delle cadute è bene cambiarlo. 

I copertoni non devono essere eccessivamente rovinati e adatti all’itinerario che andremo ad affrontare e da valutare se faremo più asfalto rispetto al single track con ghiaia.

La scelta del manubrio è molto soggettiva e ne esistono un’infinità in commercio. Io mi sono trovata molto bene con un manubrio gravel con piega da corsa con una bella apertura sia per avere più spazio per la borsa da manubrio sia per una presa più comoda e stabile. 

Valuta se i rapporti e il cambio scelto siano adatti per il viaggio che andrai ad affrontare. Per dirti, se andrai a scalare l’Everest con il monocorona sarà un pò più difficile. Anche la catena gioca un ruolo fondamentale, verifica l’usura. 

Verifica l’efficienza dei freni e se le pastiglie vanno cambiate. 

Ricordati di portare con te il kit di riparazione delle forature, una camera d’aria in più, un multitool, due caccia gomme, valvole di ricambio, pompetta. 

Pedali, Flat, SPD, o doppi? Io sono una grande sostenitrice dei pedali flat. Quando viaggio in bici sono molto concentrata in quello che mi circonda, al traffico, a scattare foto e video al volo. I pedali flat mi danno la libertà di cui ho bisogno. Come scarpe ho usato le Garmont con cui mi sono trovata molto bene. Alla fine ho portato via solo queste e non avevo bisogno di una scarpa ulteriore!

I pedali flat hanno una superficie ampia aumentando l’area di contatto tra la suola e il pedale, sono dotati di “pin”, ossia di piccoli spuntoni che sporgono dal pedale. I flat danno molta libertà ma è possibile perdere il contatto col pedale sui terreni più dissestate e una posizione errata dei piedi fa perdere efficienza. La pedalata risulta quindi meno fluida e più dispendiosa. Se sei alle prime armi o se preferisci essere più libero, i pedali a sgancio rapido non sono la soluzione migliore anche se questi pedali aiutano molto in salita e nei tratti sconnessi garantendo una pedalata rotonda al 100%.

I pedali doppi invece sono un buon compromesso per chi è indeciso tra flat e a sgancio rapido. rimanere agganciato alla bici mentre si è in sella e camminare qualora ce ne fosse la necessità.

Conoscenze di base di meccanica sono utili per affrontare piccoli problemi durante il viaggio, come la riparazione della camera d’aria.

Come mi devo allenare?

Prepararsi per un viaggio in bici non richiede di essere un ciclista professionista, ma un minimo di allenamento cardiovascolare e muscolare è consigliato. Il segreto del cicloturismo è pedalare al proprio ritmo.
Il fatto di essere allenati non deve diventare una paranoia. Il minimo allenamento è indispensabile anche perchè il corpo è una macchina e si allena strada facendo. Non buttarti in imprese strane ma non decidere di non partire per questo motivo. Piuttosto fai meno al giorno e scegli un itinerario con meno dislivello. 

Come mi vesto?

Adesso nel mondo gravel si sta facendo strada un certo tipo di abbigliamento un pò più morbido, confortevole e pratico per i viaggi in bici. In questo caso si ti direi di usare già l’abbigliamento che hai a casa, l’importante che tu abbia il necessario specie in caso di pioggia o temperature fredde o vento. 

Come pianifico l’itinerario?

Questa fase è importantissima. Prima chiediti dove vorresti andare, quanto tempo hai e se la destinazione che hai scelto è adatta per te. Di certo non fare come me che senza avere affrontato nessun dislivello sono volata a Tenerife dove si allenano i più grandi pro per via del suo dislivello.

Se sei alle prime armi, anche per via di meccanica di bici, scegli un itinerario vicino a dei centri urbani con accesso alla ferrovia, per esempio, così è più facile fare dietro front qualora ci fosse bisogno.

Verifica quanto tempo hai e quanti km al giorno in media riesci a sostenere. Il cicloturismo non è una gara o una competizione, io credo sia anche una forma di ascoltare noi stessi 

Molte volte trovo qualcuno che ha già fatto l’itinerario che ho in mente e mette a disposizione delle tracce gpx. Trovo ispirazione anche su Komoot nelle raccolte dei vari utenti e su Strava. Per completare l’opera, basandomi un pò sulle ricerche fatte, creo la mia traccia su Komoot e lo confronto con Google in modalità bici. Se decidi di seguire le Eurovelo trovi tranquillamente le tracce nel sito.

Ho un gps ma non lo uso quasi mai, preferisco usare il telefono e ne ho uno di scorta qualora mi servisse.

Le soste durante il cicloturismo sono fondamentali per riposare e godersi il viaggio. Scopri quanto sia importante ascoltare il tuo corpo e pianificare soste strategiche lungo il percorso.

Dove vado a dormire?

La scelta di dove andrai a dormire inciderà sul tuo portafoglio.

  • La tenda permette sicuramente di viaggiare low-cost perchè di spese non ce ne sono se non il costo iniziale della tenda. Al momento uso la tenda Decathlon Forclaz e mi trovo molto bene insieme al materassino sempre di Decathlon. L’ho presa da due persone perchè da sola sono più comoda e in caso di qualche compagno di viaggio, c’è posto anche per lui o lei. Ho avuto anche feedback positivi sul brand MSR che ho avuto modo di provare in un’ altra occasione.
  • Il Bivy o borsa bivacco è una giacca impermeabile per il tuo sacco a pelo. E’ una borsa sottile e impermeabile in cui ci si infila dentro per dormire. Un’alternativa più leggera ed economica della tenda. Ma con i suoi svantaggi in caso di pioggia. Sarà la prossima cosa che proverò. Anzi si, sono andata vicino a qualcosa di simile, ossia dormendo all’aria aperta solo con il sacco a pelo durante il GR20 in Corsica.

     

  • Camping wild. Ho praticato molte poche volte il wild camping in bici. Faccio wild camping solo in montagna ed in posti sperduti ma con un pò di pratica si riescono a trovare posti interessanti anche non troppo distanti dalle città. Ho adorato gli Stati Uniti per le possibilità di campeggiare nelle chiuse dei fiumi oppure in zone apposite lungo i trail senza pagare. Il wild camping ti permette di fermarti appena sei stanco senza bisogno di trovare un alloggio. Informati anche sulle regole inerenti al campeggio, in questo caso si parlerà di bivacco, ossia montare la tenda al tramonto per riprendere la via all’alba. Devi pensare però a procurarti il cibo per la notte e la colazione.

    C’è anche l’opzione di fare un wild camping un pò più controllato ossia chiedendo alle famiglie di campeggiare nel giardino, nei cortili delle chiese o dei ristoranti. Essendo proprietà private, va chiesto il permesso.
  • In strutture. Se lasciamo a casa la tenda sicuramente saremo più leggere ma ti devi preparare ad affrontare dei costi che variano in base al tuo budget. Potrebbe essere un albergo, alberghi specifici per ciclisti (bike hotel), ostelli, airbnb. Accertati sempre prima che tu possa portare la bici o che ci sia un luogo custodito. A volte chi lavora nelle strutture, se non è un ciclista non capisce il valore che riveste una bici perchè alla fine, in un viaggio così, diventerà il tutto per te. 
  • Chiedendo ospitalità. Puoi utilizzare piattaforme come Couchsurfing, Warmshowers, Welcometomygarden per trovare chi ti può ospitare. Ogni piattaforma ha però un suo costo iniziale o mensile.

Budget?

Viaggiare richiede finanziamenti, ma è possibile adattare il viaggio al proprio budget. Considera destinazioni economiche come il sud est asiatico rispetto agli Stati Uniti. Rimanere in Italia riduce i costi di spostamento. La scelta di andare in tenda invece che in hotel aiuta a contenere le spese.

L’assicurazione di viaggio

Indipendentemente dalla destinazione, l’assicurazione di viaggio è essenziale. Anche in Europa o Italia, potrebbero verificarsi imprevisti non coperti dal tesserino sanitario. Qui hai uno sconto speciale per il tuo prossimo viaggio in bici!

Quali documenti prima di partire?

Se decidi di andare in un paese straniero è bene documentarsi sulla cultura, la circolazione stradale e anche sul discorso cani! Si ti sembrerà strano, ma per esempio in Giordania ho sentito spesso gruppi di cani randagi aggressivi come nei Balcani in generale. Ricordati di controllare i documenti necessari (la scadenza del passaporto, il visto…), vaccinazioni particolari o se ci siano rischi che non conosci. E’ importante sapere anche che tipo di itinerario ci aspetta o che abbiamo scelto. Con tutta la tecnologia che abbiamo adesso possiamo veramente sapere tutto sulla traccia che andremo a fare, il tipo di terreno, il dislivello, le aree di sosta, le fontanelle etc. Io uso Komot come applicazione per avere questi dati. 

Cosa mangio durante un viaggio in bici?

In fatto di alimentazione ho commesso molti errori. Ricordo che in tutti i viaggi sono sempre tornata dimagrita perchè ho mantenuto lo stesso introito calorico della mia vita quotidiana. Con l’ultimo viaggio invece sono tornata con 6kg!  Forse ho aumentato di troppo l’introito e soprattutto ho ricominciato a mangiare cose che non mangiavo da molto come la carne, il formaggio etc. 

Su questo punto sono sicura che un nutrizionista possa servire. In un viaggio di cicloturismo, il corpo viene messo veramente a dura prova e molte volte non riusciamo a reperire tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno. 

La regola però che mi piace seguire è mangiare poco e spesso. Valuta se durante il viaggio ti serviranno il fornelletto e le stoviglie. Sono un peso in più da considerare quindi valuta bene se davvero necessari. Se lo usi solo per farti il caffè, forse potresti rinunciare. 

Come posso sentirmi più sicur*?

Per la sicurezza personale è bene avvisare a casa sui nostri spostamenti.  Prima dei miei viaggi (se sono lunghi e all’estero) mi sono iscritta nel sito della Farnesina. A casa lascio ai miei l’itinerario del mio percorso, invio la location appena arrivo a destinazione e avviso dove mi fermo. Ed è bene avvisare persone diverse che non si conoscono tra di loro. Ho usato anche un app chiamata Polarsteps che mi traccia live i miei spostamenti. Ho visto anche da qualcuno mettere un numero di telefono sul casco in caso di incidente, mi sembra una soluzione intelligente. 

Devo considerare eventuali spostamenti?

Considera anche che per ritornare a casa potresti avere bisogno di usare dei mezzi di trasporto come per esempio un treno, un bus, un ferry, un aereo. Esiste anche la possibilità di spedire la bici.

Nei treni la bici non si può trasportare dappertutto. In Italia per esempio sui treni di alta velocità la bici va imballata. Negli Intercity c’è un numero limitato per trasportare la bici senza imballarla. Vanno quindi verificate le leggi nei singoli paesi. 

Stessa cosa per i bus. Flixbus ha alcuni bus dotati di portabici, altrimenti va inserita nella stiva.

Per quanto riguarda l’aereo, va verificato con la compagnia il peso totale in kg. A riguardo ho fatto un video YT su come imballarla il più divinamente possibile.

Meglio in bici in solitaria o in compagnia?

Sono una fan dei viaggi in solitaria perchè penso siano un modo per aprire la propria mente e una forma di crescita personale. Però devi sentirti sicuro e non partire in solitaria contro la tua volontà. Se sei incuriosito potresti partire solo per qualche giorno e non troppo distante da casa.

Se decidi di avere un compagno, bada a trovarlo bene, che sia molto affine a te sia come velocità in viaggio, stile di vita ed interessi e anche stesso budget. 

Ultima cosa prima di partire?

Prima di partire, mi faccio sempre una check list con tutto il materiale. Una cosa che mi scordo sempre di fare, è provare la bici a pieno carico per poter aggiustare eventuali sbilanciamenti. Quindi preparo sempre tutto qualche giorno prima in modo da avere tempo di rimediare se mi accorgo di qualche mancanza last minute. 

La verità

Sembra sempre tutto molto difficile e complicato all’inizio. Ti troverai a pensare a quale borsa sia migliore, quale setup più adatto, se la bici andrà bene. E bene quindi programmare un pò il tutto prima di partire ma non troppo e lasciare da parte tanti dubbi e perplessità. In realtà è un pò con l’esperienza che impariamo cosa va bene per noi. E vedrai nel lungo termine quanti progressi avrai fatto sia in termini fisici che mentali. Il viaggio in bici è una delle più belle esperienze che si possano fare!

Sono sicura che hai un amico o amica che sta per partire o che vorrebbe ma ha troppi dubbi. Condividi questo articolo!

Scritto da Giulia

Scritto da Giulia

Content creator e viaggiatrice ma più precisamente cicloturista e camminatrice. Se non esploro sto male perchè l'arte del viaggio mi rende ogni volta una persona migliore. Il mondo è il mio più grande maestro. Rendo immortali questi attimi di libertà premendo rec sulla mia fotocamera e scrivendo su pezzi di carta che ora sono diventati virtuali.

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