5 modi per salire sul Teide, uno dei vulcani più alti

da | Apr 4, 2024 | Itinerari a piedi

Nel 2022 ho scelto Tenerife per caso, volevo avventurarmi in bici in un posto isolato. Una volta sull’isola, la mancanza di tempo (e la logistica) mi ha fatto saltare la salita sul Teide a piedi. Al ritorno mi son detta “Ma insomma Giulia, è un pò come andare a Roma e non vedere il Colosseo!” Questa “questione in sospeso” è rimasta lì fino a Marzo 2024, quando mi sono decisa a ritornarci per affrontare il vulcano da me (ma penso che da tanti di voi…) desiderato!

Il vulcano Teide è il simbolo indiscusso di Tenerife e, con i suoi 3.718 metri di altezza, è la montagna più alta della Spagna nonché il terzo vulcano più alto del mondo dopo il Mauna Loa (4.169 m) e il Mauna Kea (4.207 m) nelle Hawaii. 

Un’antica leggenda narra che i primi abitanti delle isole, i Guanci, credevano che nel Teide vivesse un demone, Guayota, che rapì il dio del sole e della luce, Magec, e lo mise dentro il cratere lasciando così l’isola nell’oscurità. I Guanci hanno così iniziato a chiedere aiuto al dio del cielo, Achaman, il quale ha ascoltato le loro richieste, rilasciando il sole e chiudendo così il vulcano fermandone le eruzioni. 

L’ultima eruzione del vulcano Teide, risale al 1909. Nonostante ciò, il Teide è un vulcano ancora attivo! Se riuscirai ad arrivare sul Pico, potrai notare il fenomeno delle fumarole che non sono altro che emissioni di vapori sulfurei che si verificano quando l’acqua si infiltra nel terreno ed evapora a contatto con le rocce calde. Un recente studio ha dimostrato che se in futuro il Teide dovesse eruttare, le eruzioni saranno violente. 

Il vulcano Teide cominciò la sua formazione circa 170.000 anni fa. Eruzione dopo eruzione, si formò un cono vulcanico di circa 5000 m dal livello del mare. Dopo una violenta eruzione, si distrusse la parte superiore del vulcano, creando la caldera della Cañada e i detriti diedero all’isola l’attuale conformazione. La lava delle successive eruzioni hanno dato poi la forma attuale al Teide.

Perchè visitare il Parco Nazionale del Teide

Il Parco Nazionale del Teide è patrimonio UNESCO dal 2017 e, se lo visiterai, sarà una delle esperienze più magiche che ti porterai a casa dall’isola.

Il Parco nazionale è molto vasto, circa 190 km2 di estensione e presenta al suo interno una varietà di paesaggi e di colori unici poichè si tratta di più strati di origine vulcanica che si sono formati nel corso di un periodo di tempo molto lungo.

Il Parco offre una rete di sentieri che ti permetteranno di visitarlo rimanendo a quota 2000mt. Per esempio, potrai partire da uno dei due centri visitatori per seguire uno dei suoi sentieri più spettacoli, quello di Roques de Garcia, vari pinnacoli di roccia che hanno assunto forme molto particolari. Vengono chiamati “il Dito di Dio” o “La Cattedrale” e la loro posizione li renda davvero spettacolari. Infatti si trovano alla base del Teide e la prospettiva dei Pinnacoli con il Vulcano sullo sfondo è impressionante! Inoltre si affacciano sull’ampia valle de Ucanca, una vallata dal paesaggio lunare che è uno spettacolo tutto da godere.

Come salire sul Teide

L’esperienza che non va certo saltata è proprio quella di salire sul vulcano Teide. Qui ti mostro tutti i modi per poterlo fare in base al tuo tempo ed esigenze!
Le metto in ordine dal più facile al più difficile.

1. Andata e discesa con la funivia + piccola camminata

Questa l’opzione meno faticosa e adatta a tutti.
Il Teleferico è una funivia moderna che in soli otto minuti ti porta da 2.356mt a 3.555 m. Ogni funivia riesce a trasportare 35 persone alla volta e parte circa ogni 10 minuti dalle 9:00 di mattina fino alle 16:50, l’ultima corsa e, mi raccomando, fai sempre attenzione all’ultima funicolare che scende.
Prenota i biglietti online in anticipo per evitare code alla biglietteria. Dal sito si possono anche vedere i posti aggiornati rimanenti per salire o scendere dal teleferico. Il biglietto costa 22 euro a tratta.
Alla stazione di partenza della funivia ci si arriva comodamente in auto o in bus e puoi lasciare la macchina parcheggiata lì. Sulla stazione superiore della funivia troverai solo i bagni e dei distributori automatici.

Se le previsioni meteo non sono favorevoli la funivia viene chiusa, specialmente in caso di vento ma si ha comunque la possibilità di spostare la data del biglietto o richiedere il rimborso.

Cosa fare una volta arrivata a “La Rambleta” (stazione superiore del teleferico)?

Qui hai tre opzioni di cammino:

  1. Puoi salire sul Pico seguendo il sentiero 10 (Telesforo Bravo).

    Questo è un sentiero stretto, che doveva essere stato un fiume di lava, con le pareti elevate.
    Questo sentiero parte dal punto di arrivo della funivia, e sebbene sia di soli 700mt, ha un dislivell positivo di 163mt per raggiungere la vetta a 3718mt, E’ quindi piuttosto faticoso e qui l’ossigeno rarefatto. Nella salita ti accompagnerà un forte odore di zolfo e potrai notare le fumarole. Una volta in cima, siediti un attimo, rilassati e goditi la vista mozzafiato a 360° tra cielo e oceano! Ricordati che la permanenza sulla vetta è consentita per massimo un’ora.
    Per accedere a questo sentiero hai bisogno di richiedere un permesso gratuito nel sito dell’ente di gestione dei parchi nazionali. Nei periodi di maggior richiesta è necessario chiedere il permesso anche con più di 3 mesi di anticipo! Un mio consiglio, ottieni prima il permesso e poi organizza il resto della tua vacanza.
    Se non trovi posto, controlla ogni giorno sul sito, perché alcune volte ci sono delle rinunce e tutte le disponibilità vengono aggiornate in tempo reale.

2. Non salendo sul Pico ma seguendo il sentiero 12

Il sentiero 12 raggiunge il belvedere sul cratere del Pico Viejo, nella parte ovest del vulcano, con pochissimo dislivello e appena 750 metri a tratta. Questo sentiero che ha una delle viste più belle! Infatti, oltre ad offrire una vista spettacolare sul cratere collassato del vulcano pico Vejo, potrai vedere le isole de El Hierro, La Gomera e La Palma.

3. Non salendo sul Pico ma seguendo il sentiero 11

Questo sentiero è ancora più breve, circa 600 metri a tratta, e raggiunge il belvedere La Fortaleza, sul versante orientale. Da qui si ha la visuale su tutta la zona nord di Tenerife, il massiccio di Anaga, La Orotava e Gran Canaria sullo sfondo.

2. Salire con una guida escursionistica

Il Parco rilascia circa 200 permessi al giorno e di questi 200, la maggior parte vengono prenotati dalle guide ufficiali del Parco Nazionale. Le escursioni sono molteplici e di tutti i tipi, da quelle con il servizio navetta a quello notturno. Trovi tutte le escursioni a questo link.

3. Salire sul Teide a piedi + vetta + funicolare di ritorno

Eccoti un percorso misto, che utilizza solo in parte la funivia e in parte uno dei due sentieri che collegano il parco con la cima del Teide. Puoi scegliere sia di salire con uno dei due sentieri e poi scendere con la funivia oppure al contrario, ossia salire con la funivia e scendere per il sentiero. Ma io preferisco la prima perchè conquistare la vetta del vulcano a piedi partendo dalla sua base è in effetti un’esperienza incredibile, e per quanto molto faticosa per il dislivello (circa 1.400 metri arrivando fino alla cima) è fattibile per chiunque abbia la giusta attrezzatura e una buona preparazione fisica. 

I due sentieri sono il sentiero 9 (eventualmente anche con le varianti che partono dal sentiero 28 o 23), più difficile e consigliato a chi ha esperienza di sentieri di montagna, e il sentiero 7 (Montaña Blanca), di difficoltà media.

Se arrivi con l’auto, sceglierei il sentiero 7 di Montaña Blanca, perché lì puoi parcheggiare e la partenza del sentiero non è troppo distante dalla funivia (2 km lungo la strada asfaltata. Il parcheggio, non custodito, è piccolo e spesso affollato, cerca di arrivare presto. 

4. Senza funivia e senza permesso

Se vuoi evitare di prendere la funivia, un’opzione molto interessante è quella di scegliere il sentiero di Montaña Blanca e arrivare a La Rambleta appena dopo le 5 quando la funivia e i controlli chiudono. Ricordati che poi dovrai scendere a piedi probabilmente arriverai con il buio, quindi munisciti di torcia frontale. 

Purtroppo il rifugio Altavista è ancora chiuso e quindi l’opzione notte in rifugio e alba sul Teide non è ancora possibile. Infatti chi comincia il sentiero 10 prima delle 9 di mattina può accedere liberamente. Il rifugio Altavista a 3000m ha 54 posti però se è chiuso si può accampare fuori, in effetti abbiamo visto gente farlo. 

Ricapitolando, In quali orari si può salire senza permesso?

Hai 3 opzioni:

1. Iniziare l’escursione a mezzogiorno e arrivare al controllo per le 17 circa, aspettare l’ultima corsa e salire in vetta per il tramonto;

2. Fare l’escursione nel pomeriggio, dormire al rifugio (quando sarà possibile) e partire presto per arrivare in vetta all’alba e scendere prima delle 9 (quando apre il teleferico);

3. Partire di notte facendo un dritto e arrivare all’alba in vetta e scendere prima delle 9.

5. Salire sul Teide di notte e alba in cima

È l’opzione più difficile, ma anche quella che ti permetterà di godere di uno spettacolo straordinario: l’alba dalla cima del Teide, con il sole che proietta l’ombra del cono del vulcano sul mare man mano che sorge.

Salire di notte significa naturalmente avere ancora maggiori attenzioni e attrezzatura adatta, dalla luce da testa a indumenti caldi, ed è ancora più importante non salire da soli ma in gruppo. Qualcuno si porta sacco a pelo termico e dorme qualche ora sotto le stelle per spezzare la lunga salita, altrimenti cerca di partire almeno per l’1 o massimo le 2 di notte per arrivare in cima per tempo.
Per la discesa, puoi scegliere la funivia che apre alle 9 oppure tornare dallo stesso sentiero di Montaña Blanca, del quale di giorno puoi ora ammirare i panorami.

Se ti piacciono le sfide, questa potrebbe essere un’idea, dal mare fino al Pico del Teide! 

Come arrivare alla partenza

Ecco i modi per arrivare alla partenza del sentiero o del teleferico:

– Con un mezzo proprio che si può parcheggiare nel piccolo parcheggio all’inizio del sentiero o nel parcheggio del Teleferico. Ti consiglio di noleggiare l’auto con l’agenzia locale CICAR, ha prezzi ottimi, assicurazione inclusa, non chiedono depositi con carta di credito. Ma ricordati di farlo per tempo perchè sono spesso pieni. 

– Con il trasporto pubblico hai solo due autobus che passano per il parco che sono:

Linea 342 (da Costa Adeje): Percorre l’isola dal sud al centro con 2 bus al giorno. La durata del tragitto è di oltre 2h con partenza da Costa Adeje/Playa de las Americas e si ferma a Los Cristianos, al Teleferico e arriva fino alla Canadas del Teide.

Linea 348 (da Puerto de la Cruz): Percorre l’isola dal nord al Centro, anche questo con 2 bus al giorno. Il primo parte da Puerto de la Cruz alle 9.15 e passa per la Orotava, Montana Blanca e al Teleferico. Tutto il percorso dura 1h e 40 minuti ed il rientro dal Teleferico è alle 16.05

Il nostro itinerario per salire in vetta e un pò di (dis)avventure

L’idea iniziale era quella di conquistarci la vetta a piedi per poi scendere con il Teleferico dato che avevamo già sui piedi (e sulle spalle) un bel pò di km che avevamo già macinato a Gran Canaria e a La Gomera.

Abbiamo quindi parcheggiato la macchina nei pressi del Parador de Cañadas del Teide, dormendo la notte in macchina essendo poi così già pronti per partire per il sentiero. Abbiamo scelto questo pezzo aggiuntivo (da Cañadas del Teide a Montaña Blanca) per poter esplorare un pò il Parco del Teide ed è stata sicuramente una scelta azzeccata avendo cosi modo di vedere i Roques de Garcia e un pezzo del Parco del Teide. Il sentiero si collega poi, attraversando un pezzo di autopista, al sentiero numero 7, Montaña Blanca al chilometro 40,7 lungo la TF-21.

Il sentiero si può dividere in tre parti con tre livelli di difficoltà:

– la prima parte sale con un dislivello abbastanza dolce dove si cammina su un terreno quasi lunare, ricoperto di pietra pomice, fino al bivio per il Mirador di Montaña Blanca, dopo 4,5 km dalla partenza: da questo punto panoramico si gode una bella vista dall’alto sulla caldera ed è il posto giusto per riprendere fiato. Qui, sparsi qua e là, si trovano i cosiddetti “Huevos del Teide”, dei curiosi massi tondeggianti di origine vulcanica.

– Dal Mirador di Montaña Blanca in su il percorso si fa più più impegnativo, con una pendenza decisa e costante (che arriva anche al 60%). Qui si cammina su lingue di lava nera, tra tornanti che salgono ripidi lungo un sentiero comunque sicuro e ben segnalato che non presenta nessun tipo di pericolo. L’unica difficoltà è il dislivello e dall’ altitudine che può causare malesseri se non si è abituati. Io l’ho proprio percepita, mi mancava l’aria e ho dovuto rallentare di molto. Arrivati al Rifugio Altavista, ci siamo fermati a riprendere fiato un attimo e preparci per circa gli ultimi 2 km per arrivare a La Rambleta (dove arriva il Teleferico) e poi salire in cima. Dalla partenza del sentiero sono circa 910 m di dislivello fino al rifugio (percorribili in circa 4 ore).

–  L’ultima parte è il sentiero 10 per cui bisogna chiedere il permesso e cui si aggiungono altri 458 m per la vetta.

Quel giorno per noi il vento ha cominciato a tirare fortissimo tanto che la funivia è stata chiusa! Quindi abbiamo dovuto scendere a piedi, rifare il sentiero 7 fino al parcheggio e da lì a piedi fino al parcheggio concludendo con 35km sui piedi!
Ecco l’itinerario completo.

A volte succede che per condizioni meteo avverse, il teleferico venga chiuso e purtroppo non ci sono mezzi di trasporti, dopo una certa ora. Abbiamo però chiesto il rimborso dei biglietti del Teleferico. 

Cosa portarsi e come vestirsi per salire sul Teide

Anche se ci troviamo alle Canarie, qui siamo a più di 3000mt, per questo bisogna organizzarsi bene.

Ecco cosa dovresti portarti (periodo primavera):

  • Maglia termica e felpa di pile. In vetta al vulcano la temperatura può trovarsi intorno allo 0 anche in estate e c’è molto vento; è quindi necessario coprirsi bene;
  • Maglia di ricambio se sai di sudare molto;
  • Guscio anti vento e anti pioggia;
  • Guanti;
  • Pantaloni da trekking mezza stagione convertibili;
  • Luce frontale per salire o scendere al buio;
  • Scarpe da trekking con caviglia alta. Ho visto gente prenderla alla leggera, come se stesse camminando in centro a Milano!
  • Crema solare;
  • Zaino leggero;
  • Almeno 2L d’acqua, lungo il sentiero non ci sono fontanelle d’acqua o sorgenti e può fare molto caldo; nel Rifugio Altavista ci sono delle macchine automatiche ma al momento è ancora chiuso;
  • Cibo.

Non avventurarti se non sei in piena forma: se non vai mai a camminare o se questa è la vostra prima uscita della stagione meglio lasciar perdere e optare per un percorso più tranquillo. Occhio al male di montagna perchè a una certa altezza può capitare di stare male (tra i sintomi mal di testa, nausea, vertigini, insonnia, edema). Torna indietro subito.

Periodo migliore e clima

Sul Teide si può salire davvero tutto l’anno anche se d’inverno la presenza di neve è più che probabile e le ore si sole sono, purtroppo, minori! Addirittura la neve si può incontrare anche in primavera, leggi qui. Ad ogni modo, il periodo migliore è la primavera da aprile e giugno e tra settembre e ottobre.

Cosa ho imparato salendo sul Teide

Prima di tutto, ho (ahimè) un pò sopravvalutato questa esperienza, non considerando il mio scarso allenamento prima di partire, l’ultimo trekking impegnativo l’avevo fatto un anno prima alle Azzorre. Nonostante i molti momenti “bassi” è stata un’esperienza che ricorderò per tutta la vita.

Prima di tutto, il Teide è una montagna vulcano e per me rappresenta un connettore diretto con il centro della Terra. Vedere le fumarole, sentire le rocce calde, sapere che probabilmente prima o poi erutterà!

Per me è stata la prima volta in cui ho sperimentato l’altezza. Mi mancava l’aria, avevo il cuore che batteva a mille e ho dovuto rallentare, di brutto. In una società dove tutto va veloce, la montagna ti insegna a rallentare e fartene una ragione. Dovevo ancora arrivare a La Rambleta e vedevo il Pico a poca distanza, ma in realtà mancava ancora un pò. Per un attimo ho pensato di fermarmi dove finisce la funivia e ritornare un’altra volta. Ma mi son fatta coraggio, ho creduto in me stessa. Purtroppo poi il vento ha cominciato a soffiare tantissimo, proprio nell’ultimo tratto. Già mi mancava l’aria. Mi sono seduta e ammetto, ho un pò pianto. Per me una delle esperienze più difficili ma che più mi ha dato soddisfazione!

Una volta arrivata in cima, ho chiuso gli occhi, respirato l’aria pura e addirittura mi sentivo protetta in quel cratere. Non sentivo più il vento forte soffiare ma mi stavo godendo quel caldino che usciva.

Grazie Teide.

Scritto da Giulia

Scritto da Giulia

Content creator e viaggiatrice ma più precisamente cicloturista e camminatrice. Se non esploro sto male perchè l'arte del viaggio mi rende ogni volta una persona migliore. Il mondo è il mio più grande maestro. Rendo immortali questi attimi di libertà premendo rec sulla mia fotocamera e scrivendo su pezzi di carta che ora sono diventati virtuali.

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