Tutto nasce da una crisi esistenziale…

Tutto è nato due anni fa mentre stavo leggendo il libro “L’anarchico delle due ruote” di Luigi Rossi edito da Ediciclo. Ricordo, come se fosse ieri, quel giorno quando sono entrata in libreria alla ricerca di ispirazione perché stavo attraversando una fase di crisi esistenziale e avevo un disperato bisogno di svagare la mente. Appena mi sono fermata davanti agli scaffali di letteratura di viaggio, la mia attenzione viene subito attirata dalla copertina argento e dal titolo di questo libro. Mi immaginavo già questo spavaldo signore in sella alla sua bici alla scoperta di chissà quali mondi. E infatti non ci avevo visto così male. A ripensarci bene, non sono stata io a scegliere il libro, ma il libro ha scelto me, servendomi su un piatto d’argento un personaggio di tutto rispetto, il buon Luigi Masetti che è capitato nella mia vita (in)consapevolmente proprio per guidarmi nella mia fase di “perdizione” che stavo attraversando. Non pensavo proprio di trovare alcune risposte esistenziali in un libro di letteratura di viaggio ottocentesca. Ma come tutti ormai sappiamo, la vita ci riserva sempre delle belle sorprese. Ho letteralmente divorato tutti i capitoli e, una volta chiuso il libro, mi sono detta (e anche promessa) “Seguirò anche io le sue orme!” perchè questo signore ha risvegliato in me, parte della mia indole che avevo messo a tacere da tempo. Prima di presentare il buon Masetti, che sicuramente merita un paragrafo apposito, mi sembra opportuno chiarire perché mi sono rivista in lui dopo la lettura del libro. Entrambi parliamo le stesse lingue straniere, abbiamo lavorato negli alberghi, adoriamo viaggiare e le avventure in bici, abbiamo lo stesso pizzico di follia. Oltretutto, i miei nonni sono di Trecenta, un piccolo paese nel Polesine, dove lui era nato. Masetti è una figura polesana di tutto rispetto: genuino, semplice e pazzo! Dai racconti di reportage che inviava al Corriere della Sera delle sue avventure, traspare la sua anima desiderosa di vedere e scoprire, fare del mondo una scuola di vita, scrivere e raccontare. E’ un personaggio che nell’800 riusciva a farsi notare, una sorta di trascinatore di masse, un vero e proprio influencer attuale. Grandissimo esploratore e poeta, come non rimanere folgorati da lui! Per due anni l’idea di farlo rivivere non mi ha mai abbandonata e così all’inizio del 2023 ho cominciato a concretizzare il tutto, sentivo che era giunto il momento. E così che la crisi esistenziale comincia a diventare benzina per cominciare una nuova vita.

Ma chi è Luigi Masetti?

Luigi Masetti (Trecenta, 18 dicembre 1864 – Milano 22 maggio 1940) è il primo pioniere documentato italiano del cicloturismo nonché grande scrittore e poeta, infatti viene definito “il poeta del bicicletto” nonché
l’ ”anarchico delle due ruote” nel libro di Luigi Rossi per il suo spirito libero e avventuriero.
Nel 1884 a soli vent’anni, lascia il suo Polesine dilaniato dalle rotte dell’Adige e parte per raggiungere Milano dove divide l’appartamento con le sorelle e inserisce in famiglia un gallo portato da Trecenta (per dargli la sveglia) e due piccioni. Si iscrisse poi alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pavia.
”Ora non ho tempo, ho da fare una scappatina a Costantinopoli, a Chicago, a Ceuta al mio ritorno un giorno o l’altro mi prenderò la laurea” e con queste parole nel 1894 Masetti lasciò l’Università dove doveva sostenere ancora alcuni esami dei diversi diritti per esplorare il mondo in sella alla sua bici dopo soli 28 giorni ad avere imparato l’equilibrio su di essa.
Genio assoluto.

Lo descrivo semplicemente con alcuni “fun facts”

  • La sua energetica colazione in viaggio era a base di due uova e una tazza di latte.
  • Il carattere genuino impressogli dal Polesine sarà quello che Masetti cercherà negli abitanti dei vari paesi che egli visiterà: nei villaggi e nelle campagne, “nei piccoli alberghi dove si spende poco e si ha modo di conoscere la gente”.
  • Viaggia sempre con lo stretto necessario “… tre paia di calze, due calzoncini corti, tre maglie, una giacca, un panciotto, due colletti, due paia di polsini, un petto di camicia per le grandi occasioni, una camicia di lana, sei fazzoletti e gli occhialoni”.
  • Quando giunge a un rivo o a un lago, si butta in acqua e dice: “Ciò serve a lavarmi il corpo e i vestiti, che indosso di nuovo dopo averli strizzati e fatti asciugare al sole”.
  • Un’estate intera ha lavorato negli alberghi della Svizzera visitati dai turisti dove ha avuto modo di imparare le lingue: inglese francese, tedesco e spagnolo.
  • In Svizzera, nel 1891 mentre lui stava seduto in riva al lago di Ginevra apparve il bicicletto: fu una folgorante rivelazione (come per me lo è stato il libro che gli è stato dedicato). Prova la bici e se ne innamora perdutamente e dopo solo 28 giorni dalla prima volta in sella, parte per scoprire il mondo.
  • Si mantiene in viaggio impartendo lezioni di lingua.
  • La bici che lo accompagnò nel “viaggissimo” si chiama Eolo, come il dio dei venti. Lo produce la ditta Capelli e Maurelli ed è tutto verniciato di bianco. Ogni volta che attraversa una frontiera gli impongono una super tassa che lui paga sempre malvolentieri. Ma a Chicago Eolo diventa un’attrazione internazionale all’ Expo: viene esposto nel padiglione Trasporti dell’Esposizione, diventa una delle attrazioni principali, viene premiato con un riconoscimento speciale e comprato per 60 dollari. Torna con una bici che gli viene regalata dai costruttori americani. Lui la battezza Rambler, ossia “vagabonda”.
  • Per “Il Viaggissimo” chiede la sponsorizzazione per pagarsi il biglietto della barca al Corriere della Sera dicendo “Datemi 500L o prosciugatemi l’oceano”.
  • Nel 1901 Ottone Brentari gli dedicò un lungo ed appassionato articolo sul numero 1 della rivista del TCI, descrivendolo un uomo eccezionale di grandi qualità umane.

La bici è una cura per l’anima

La bici l’ho scoperta per caso, grazie ad un ex collega di lavoro che me l’ha fatta conoscere sotto un altro punto di vista, ossia come mezzo di esplorazione del mondo. Comincio, prima con lui, poi in solitaria ad avventurarmi per le strade d’ Italia e d’Europa nei (pochi) momenti di ferie disponibili. Allo stesso tempo, inconsapevolmente, comincia per me un viaggio di introspezione. Capisco che non stavo realmente inseguendo i miei sogni, le mie passioni, i miei talenti. Ero a Tenerife e davanti al Teide, con la mia bici, mi faccio una promessa: vivere una vita degna di essere vissuta. Ora ci sto provando!

il buon masetti spediva le cartoline e anche io voglio far rivivere questa fantastica tradizione. con un’offerta libera te la mando da dove vuoi!

Lettere da in giro per te!

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