I motivi del viaggio sono molteplici. Come già menzionato, l’idea nasce da una folgorazione dopo aver letto della grandezza del Masetti e dell’essermi rispecchiata in lui.

Cerco qui di riassumerli in alcuni punti:

  • Dare visibilità a questo personaggio che, oltre ad essere il pioniere del cicloturismo, è un esempio per tutti sia per il suo spirito avventuriero sia a livello di marketing, un personaggio quindi molto attuale! Era global, eco-friendly e social, un grande italiano a cui l’Italia, come spesso fa con i suoi figli migliori, non ha mai dato il valore che merita.
  • Vorrei lanciare una provocazione alla mia terra d’origine, il Polesine che ha dato luce ad un personaggio così grande (e tante altre cose..) e potrebbe diventare benissimo anch’essa la patria del cicloturismo visto che si presta soprattutto per la sua conformità territoriale. E chissà che magari non ci scappi qui il primo museo del cicloturismo…
  • In chiave femminista, sono una donna che parte da sola sulle orme di un signore dell’800. Potrebbe essere una bella provocazione e anche contrasto! Vorrei ispirare quante più donne a viaggiare da sole perché non siamo più il sesso debole. Dalla nascita della bici, le donne sono sempre state escluse perché la società si era accorta che la bici poteva essere uno strumento della loro emancipazione. A tal proposito, nel mondo del cicloturismo ci sono state grandi donne che hanno fatto grandi avventure. Per esempio, in Italia Alfonsina strada o Annie Londonderry, la prima donna a fare il giro del mondo in bici. Chissà che non sia mai l’idea per un prossimo viaggio..
  • A livello spirituale voglio ispirare le persone a partire, a inseguire i propri sogni, la loro libertà, a ribadire che i limiti sono solo nella nostra testa. Voglio anche lanciare un messaggio di pace, dopo la pandemia e la guerra, ci siamo abbastanza divisi invece c’è un mondo che è pronto ad accoglierci tutti.
  • Il viaggio sarà un’inno alla sostenibilità in quanto la bici è un mezzo ecosostenibile, saranno 8000km ad emissioni 0 di co2 (escludendo la tratta in aereo). Uno dei miei obiettivi è spronare quanta più gente possibile a viaggiare in sella per il mondo o anche semplicemente ad utilizzarla come mezzo di trasporto nella quotidianità. Ancora conosco troppa gente che prende la macchina per andare a fare la spesa a 200mt di distanza. Ho cercato di essere sostenibile anche nelle piccole cose: le scarpe (fatte per buona parte di materiali riciclati), le camicie prese ai mercatini vintage e riadattate, le borse fatte con materiali resistenti che durano nel tempo. Sarà anche interessante durante il viaggio vedere usi e costumi in materia di ecosostenibilità.
  • Nonostante abbia viaggiato molto tra i 18 e i 26 anni, ho ancora molta sete di conoscenza e di esplorare questa casa che io chiamo mondo. Passare del tempo a contatto con i locali o italiani espatriati, mi dà l’opportunità di conoscere cose nuove che voglio condividere. Per me il viaggio è un vera e propria scuola.
  • Come in un viaggio precedente, pedalare per uno scopo benefico mi fa stare bene. Cercherò anche in questa avventura di raccogliere qualche “fondo” che in parte verrà donato in beneficienza.
  • Con questo viaggio sto dando risalto a piccole attività della zona e altro made in Veneto/Italia che mi forniranno materiale e servizi inerenti al viaggio.
Lettere da in giro per te!

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